Skip to content

La Via Dolorosa degli Arrusi | Stazione 6, ‘La partenza definitiva’

LGBT+ History Month Italia | gli arrusi Puglia copyright ©️ the Puglia Guys for the Big Gay Puglia Guide.

Sotto il fascismo l’Italia ha vissuto uno dei momenti più bui della sua storia LGBT+ quando centinaia di persone in tutta Italia (quasi esclusivamente uomini) vennero arrestate, schedate dal ministero dell’Interno, e mandate al confine perché omosessuali.

‘Le stazioni della Via Dolorosa degli Arrusi’ è la storia degli ‘arrusi’. I quarantacinque uomini omosessuali catanesi arrestati e deportati nell’isola di San Domino delle Tremiti.

L’isola di San Domino

LGBT+ History Month Italia | gli arrusi Puglia copyright ©️ the Puglia Guys for the Big Gay Puglia Guide.

‘Contro natura’

L’isola scelta fu quella di San Domino, parte dell’arcipelago delle Tremiti, in Puglia. Portarti nell’isola in manette, derisi dalle autorità e spesso picchiati e arrestati solo perché considerati “contro natura”.

— Dall’articolo ‘Quando le isole Tremiti erano il confino per omosessuali’’ di Alessandro Bovo

 


LGBT+ History Month Italia | gli arrusi Puglia copyright ©️ the Puglia Guys for the Big Gay Puglia Guide.

E naturalmente le manette

“Finalmente la partenza definitiva. Chi da Ustica, come Filippo, chi da Favignana o Lampedusa. La nave per il continente, il treno, poi–nel porto di Manfredonia–di nuovo il piroscafo.

Non abbiamo un resoconto dettagliato di questo particolare viaggio. Altri confinati dell’epoca hanno testimoniato che il tragitto poteva durare parecchi giorni, tra soste interminabili e inspiegabili nelle celle di un capoluogo, o in qualche snodo ferroviario, o nei piccoli attracchi pugliesi: Vieste, Peschici, San Menaio, Rodi Garganico. Condizioni igieniche immonde, prepotenze piccole e grandi, e scarsità di cibo. Lucia De Martino–l’unica testimone che io sia riuscito a incontrare della permanenza degli arrusi alle Tremiti, oltre a Gaetano Carducci–ricorda che molti arrivarono con la bocca riscaldata, cioè rovinata, per quello che avevano mangiato in carcere e in viaggio.

E naturalmente le manette. Ci legarono a due a due, scriverà poi Mario Magri, che ci ha lasciato la più completa testimonianza (un libro che andrebbe ripubblicato) di come abbia vissuto in quegli anni un confinato antifascista alle Tremiti. Il polso destro di uno legato al sinistro dell’altro in modo da lasciarci almeno una mano libera per trasportare i sacchi e le valige. Le coppie erano unite in catene di venti.

Molti dei prigionieri erano giovanotti sani; parecchi altri no. Un caso estremo, per quanto riguarda gli arrusi, è quello del loro decano Gioacchino ’a Sciupara. Già nel 1935 era stato rimpatriato dopo sei mesi di confino in Sardegna per una brutta ulcera gastrica, a cui nel frattempo si erano aggiunte un’ernia bilaterale e una bronchite cronica. Per di più aveva solo un mazzetto di denti in bocca, tutti nella mascella inferiore. Era tanto malconcio che pochi giorni dopo l’arrivo alle Tremiti dovranno operarlo. Caso eccezionale, ai primi freddi potrà fare ritorno a casa (restando peraltro sottoposto all’ammonizione). Ma ora, nel maggio del ’39, è in viaggio con Filippo. È partito da Ustica ben quattro giorni prima. Certo le isole, dopo quella peregrinazione interminabile, gli saranno parse una liberazione.

Più che la mole di San Domino, compatta e irta di pini, li avrà colpiti San Nicola. La sinuosa cinta di mura dell’abbazia, che ricorda davvero un cinturone di cuoio. In cima, come una fibbia, la facciata rinascimentale della chiesa di Santa Maria a Mare. Ma questa è ancora solo la testa dell’isola: alle spalle della fortezza c’è una strozzatura e poi la grande groppa erbosa che ospita solo serpenti e lucertole e qualche tomba, tra cui quella detta di Diomede. L’eroe greco ha dato il suo nome alle diomedee, uccelli marini caratteristici di queste isole: sarebbero i compagni che piangono la sua scomparsa. In effetti hanno un canto strano, che si sente solo di notte e ricorda il pianto di un bimbo, o lo gnaulìo di un gatto in amore. Il traghetto si insinua tra le due isole. A sinistra la scarpata di San Domino. Davanti il Cretaccio, un grosso scoglio nudo, e più oltre dei grandi faraglioni detti i Pagliai. A destra, l’attracco di San Nicola. Un barcone a remi porta tutti a terra: le isole non hanno ancora né porto né molo.

— La città e l’isola: Omosessuali al confino nell’Italia fascista di Gianfranco Goretti, Tommaso Giartosio

LGBT+ History Month Italia | gli arrusi Puglia copyright ©️ the Puglia Guys for the Big Gay Puglia Guide.

LGBT+ History Month Italia | gli arrusi Puglia copyright ©️ the Puglia Guys for the Big Gay Puglia Guide.


LGBT+ History Month Italia | gli arrusi Puglia copyright ©️ the Puglia Guys for the Big Gay Puglia Guide.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *